Ecco la serva del Signore

04.12.2013 17:00

Lettore: Dio opera, ma attraverso la collaborazione dell’uomo. Credere è rispondere con fiducia alla parola di Dio, accogliere i suoi piani come se fossero propri e sottomettersi in obbedienza alla sua volontà per collaborarvi. La fede vuole sempre la fiducia in Dio e la professione di ciò che si crede, poiché “con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza” (Rm 10,10). Una volta riconosciuta vera la parola di Dio, Maria credette alla concezione verginale di Gesù e credette pure alla volontà di Dio di salvare gli uomini peccatori, la volle e aderì a quel piano lasciandosi coinvolgere: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38). Dalla sua fede quindi nacque Gesù e pure la Chiesa. Perciò, insieme ad Elisabetta che esclamò: “Beata colei che ha creduto all’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45), ogni generazione oggi la proclama beata (cf. Lc 1,48). La Chiesa ha il compito di continuare nel mondo la missione materna di Maria, quella di comunicare il Salvatore al mondo. Il cristiano di oggi deve fare proprio il piano di Dio “il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1Tm 2,4), proclamando la propria salvezza e lasciandosi attivamente coinvolgere nel portare la salvezza al prossimo, poiché “in questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli (Gv 15,8). (lachiesa.it)

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38): In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Lettore: Prima di questo vangelo Dio si era proposto nientemeno che ad un sacerdote: Zaccaria, avviene in una situazione privilegiata: a Gerusalemme, la città santa. La proposta non è una cosa strana: altre volte Dio aveva fatto nascere da donne sterili dei grandi personaggi: Sara prima di avere Isacco era sterile; Rebecca prima di avere Esaù e Giacobbe era sterile; ma anche la madre di Sansone era sterile; anche Anna e Michal, la donna Shunammita.  Zaccaria è un "giusto": i giusti nella Bibbia sono coloro che seguono, che vivono, tutte le regole del Signore. Solo che quel giusto non gli aveva creduto (Lc 1,5-25). Dio gli aveva proposto l'incredibile: "Siete avanti negli anni, tua moglie è sterile, ma io sono Dio: avrai un figlio" (Lc 1,7). Ma Zaccaria aveva risposto: "Impossibile!" (Lc 1,18). Zaccaria aveva tante pratiche religiose ma di fede pochina. Allora l'angelo gli disse: "Sarai muto" (Lc 1,20) e non solo sarà muto ma anche sordo (Lc 1,62), infatti dovranno chiedergli con dei cenni come voleva che si chiamasse quel figlio (il Battista).

Il vangelo è sempre sorprendente: un sacerdote che è senza fede, che non ha niente da dire al popolo, Dio lo rende muto perché non è utile alla sua causa. E' muto perché ha sentito la voce di Dio ma, lui super-religioso, non gli ha creduto, non l'ha ascoltata. Un sacerdote ubbidiente non crea problemi: infatti terminerà tutti i giorni del suo servizio (Lc 1,23). Un sacerdote che non ascolta la parola di Dio è muto, non comunica niente: dice tante parole, ti racconta un sacco di cose ma non ti trasmette nulla, non è un portavoce (pro-feta) di Dio. Un maestro invece "che parla", questo sì crea problemi: e infatti Gesù verrà eliminato.

Zaccaria era un uomo che sapeva tutto di Dio ma che non aveva Dio. E a volte il troppo nasconde proprio la mancanza: uno cerca di sapere tutto proprio perché non "possiede" ciò che cerca. Così cerca con la mente ciò che va cercato con il cuore e con l'anima. (don M. Pedron)

Lettore: Dopo il primo tentativo fallito (Zaccaria), l'angelo Gabriele (1,19.26) ci riprova. Ma questa volta l'angelo dalla Giudea, la terra santa e fedele a Dio, protagonista della storia della salvezza; va in Galilea che è la regione del nord, "La terra pagana" come la chiama Isaia, a Nazaret, un borgo che godeva di cattiva fama. In Gv 1,46 Natanaele dice: "Cosa può venire mai di buono da Nazaret?". Prima le pietre splendide del tempio, adesso in una misera casa metà fatta di muratura e metà di roccia. Prima da un uomo e adesso - cosa riprovevole, bestemmia ed eresia - da una donna. Le donne non avevano nessun diritto e per giustificare questo si citava la Bibbia: "Dio non ha mai rivolto la parola ad una donna". E l'unica volta che s'era rivolto ad una donna era stato con Sara, e a Sara scappa da ridere, ed alla domanda di Dio: “Hai riso?” lei nega. Per quella bugia Dio non ha più rivolto la parola ad una donna". E' importante per noi sapere tutto questo, non per curiosità storica, ma perché quella che a quel tempo neppure veniva ritenuta una creatura umana, bugiarda e impura per definizione, totalmente inferiore e al di sotto dell'uomo, beh, nei vangeli, invece, è superiore. Le donne nei vangeli non sono equiparate agli uomini ma sono ad un livello superiore. Loro saranno le messaggere della resurrezione (il ruolo destinato agli angeli)!

Che Dio si potesse rivolgere ad una donna era totalmente impensabile, fuori da ogni ragionamento. Ma ciò che è assurdo per gli uomini non è affatto per Dio! Dio non guarda ciò che guarda l'uomo. (don Marco Pedron)

Lettore: Kekaritomene "riempita di grazia" la chiama l’Angelo, non si riferisce ai suoi meriti, ma all'azione di Dio. Lei è niente (Galilea, Nazaret, donna, il nome Maria…) e Dio la riempie, la colma. E' Lui che è tutto e che gratuitamente la colma. Questa è la grandezza di Maria: Maria è grande non perché era santa o perfetta ma perché è la prima ad accogliere l'amore di Dio gratuitamente. Mentre Zaccaria e soci volevano conquistarsi l'amore di Dio con le preghiere, i riti e la santità, Maria non fa nient'altro che dirgli: "Sì". L'amore di Dio è immeritato ma gratuito. Riassumiamo: non la Giudea ma la Galilea; non Gerusalemme ma Nazaret; non un uomo ma una donna; non uno studiato sacerdote ma un'ignorante donna; non una creatura dal nome rilevante ma col nome di una maledetta... Ancora: "il sesto mese" e "una donna che mette il nome al figlio": ma cosa sta accadendo?... Ancora peggio: "Sarai madre del Figlio di Dio" (per questa affermazione c'era la pena di morte). Dio rompe completamente con ogni tradizione precedente per iniziare qualcosa di nuovo. Dio si manifesta come il totalmente nuovo: nessuno lo può controllare e nessuno può avere spiegazioni, rassicurazioni, perché nessuno conosce questo "nuovo". Qual è l'unica cosa da dire? Come Maria: "Non so dove... non so come... non so perché... non so quando... ma mi fido di te". Tutto qui. Ma "Come è possibile? Non conosco uomo!" (Lc 1,34). Zaccaria era stato incredulo ma Maria no. Lei vuole solamente sapere il come, come avverrà tutto questo. E l'angelo spiega: "Lo Spirito Santo scenderà su di te" (Lc 1,35). Luca mette in parallelo la discesa dello Spirito Santo su Maria (Lc 1,35) con la discesa dello Spirito Santo sulla prima chiesa (At 2,1-13). E Maria è presente sia qui che lì (At 1,14)! Luca presenta Maria come la donna dello Spirito, come colei che vive dall'inizio alla fine guidata dallo Spirito. Lui la guida e lei lo segue. Maria apre un tempo nuovo: il tempo della fiducia. "Mi fido di te". (don M. Pedron)

Lettore: Cosa vuol dire allora essere uomini e donne dello Spirito? Fidarsi! Noi invece cerchiamo spiegazioni e  

dubitiamo perché guardiamo a noi e non vogliamo avere problemi. Maria si fida. E oggi noi facciamo festa perché in una creatura umana, una persona che fa parte della nostra famiglia, si è fermata l'infezione del peccato. Questa creatura è Maria Santissima che, per pura grazia di Dio, non è stata lambita dal peccato. Dio ha voluto che in lei non entrasse l'infezione del male: Maria è immacolata fin dal suo concepimento. E noi gioiamo per questo fatto straordinario e carico di speranza.(don Roberto Rossi)

Nel cuore dell'Avvento, nella fede, Maria si fa porta per far entrare il Verbo nel mondo. Natale ha bisogno di una Madre. Gesù ha bisogno di un corpo. La Chiesa ha bisogno di una Donna di fede. La prima donna, Eva, indietreggia, disobbedisce e si nasconde. Maria, nuova Eva, donna nuova, si fa avanti, obbedisce e accetta. Pagina stupenda di fede, e Maria si affida, confida, ascolta il contenuto del messaggio perché crede a colui che le ha inviato il messaggio. È immagine della vera credente: si affida a Dio e crede a quello che Dio le dice. La fede è così: il soggetto e l'oggetto della fede vanno tenuti sempre insieme. Per questo Maria, è madre di fede per ognuno di noi e, Immacolata nella fede, si fa nostra compagna di strada nel cammino verso il Regno (mons. G. Giudice).

Insieme: E’ veramente cosa grave e triste, il peccato, ai tuoi occhi, Signore, se hai voluto che la Madre di tuo Figlio fosse immune da questa fiumana di male spirituale che, dall'inizio della storia, rovina il genere umano. Tu non hai preservata Maria dalla povertà di Nazareth, né dal disagio di Betlemme; non l'hai preservata dalla fatica, né dall'umiliazione e neppure dalla sofferenza: l'hai preservata dal peccato! Agli occhi tuoi non c'è miseria più grande! Oggi purtroppo, l’uomo ne ha smarrito il senso, viviamo immersi in una cultura che deride ogni norma morale, che spinge alla trasgressione come affermazione di libertà, che rifiuta ogni regola a favore dell’autodeterminazione. Non capiamo, Signore che sfidare Dio è follia e che senza di te ci condanniamo all'infelicità! Donaci di capire che il peccato è male perché fa male. Oggi mostri come con Maria inizia il recupero dell'umanità, è lei che indica la strada, che porta alla gioia che tutti cerchiamo. Il tuo Volere si è chinato al suo consenso, e lei, libera creatura, testimonia che solo uniti a te si può comprendere il vero valore delle cose e delle persone, che solo Tu liberi l’uomo dalle lusinghe degli idoli banali e vuoti, che troneggiano sullo scenario di questo mondo. Maria, donna del Si, ottienici la luce per scegliere la libertà di servire Dio, di lottare contro il male e d'impegnarci per il bene perchè guariti dalla Sua infinita Misericordia, l’anima nostra possa esultare nel Signore, cantando con te inni di lode e ringraziamento a Dio, che abbassa i potenti dai troni ed innalza gli umili. Amen