(Riflessione del Card. Carlo Caffarra)
Insieme: Vieni, Spirito Santo, dentro di me, nel mio cuore e nella mia volontà. Accordami la Tua intelligenza, perché la parola del Vangelo illumini la mia coscienza e riscaldi il mio cuore. Donami il Tuo amore, perché oggi, esortato dalla Tua parola, ti cerchi nei fatti e nelle persone che ho incontrato. Donami la Tua sapienza, perché io sappia rivivere e motivare, alla luce della Parola, quello che oggi ho vissuto. Donami la perseveranza, perché io con pazienza penetri il messaggio di Dio nel Vangelo e lo metta in pratica. Amen
Lettore: Dio è il primo "tu" dell’uomo e che - tra tutte le creature - l’uomo è il primo "tu" di Dio: la sola creatura che Dio ha voluto per sé stessa. "Dio ci ama immensamente", è la rivelazione che ci fa sentire figli del Padre che sta nei cieli e permette di tracciare e stabilire con Dio Amore un accordo che non si spenga più.
Con la sua rivelazione, « Dio invisibile nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi per invitarli ed ammetterli alla comunione con sé . La risposta adeguata a questo invito è la fede.
«Con la fede l’uomo sottomette pienamente a Dio la propria intelligenza e la propria volontà. Con tutto il suo essere l’uomo dà il proprio assenso a Dio rivelatore» (CCC 142-143) .
La Sacra Scrittura chiama questo assenso «obbedienza alla fede» (Rm 1,5; 16,26). La virtù della fede è una virtù soprannaturale che – illuminando la sua intelligenza e muovendo la sua volontà – rende l’uomo capace di assentire pienamente a tutto ciò che Dio ha rivelato, non per la sua evidenza intrinseca ma per l’autorità di Dio che rivela.
“Il rischio più grande che noi oggi corriamo è quello di assopire, o censurare, o perfino inibire questo grande desiderio di uscire all’aperto per vivere nell’ampiezza delle possibilità dell’essere uomo. Se non ci immunizziamo contro questo rischio, vivremo secondo i nostri istinti sia pure dentro al quadro della legalità. Ma istinto e legge sono oggi gli strumenti principali del potere dominante. Quando noi parliamo di fede, presupponiamo un uomo e ci rivolgiamo ad un uomo che non si accontenta semplicemente di vivere, ma che cerca veramente il senso ultimo della vita ed il suo gusto. La fede è la risposta della persona umana a Dio che le rivela Se stesso ed il suo disegno di salvezza, dando allo stesso tempo una luce sovrabbondante all’uomo in cerca del senso ultimo della sua vita. Ci sono due soggetti: l’uomo e Dio. Di Dio si dice che "rivela Se stesso ed il suo disegno di salvezza". Dell’uomo si dice che, credendo, risponde a questa rivelazione, cioè l’accoglie, restando così illuminato nella sua ricerca del senso della vita. ”
Dal Vangelo secondo Giovanni (4, 6-14): Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno.
Lettore: Tanti sono i nostri bisogni; tante sono le nostre domande. Ma se andiamo in profondità, possiamo prendere coscienza che ciascuno di noi non solo ha dei bisogni, ma pone delle domande, è bisogno, è domanda.
La Samaritana ha il bisogno di andare ogni giorno ad attingere acqua, poiché, come ognuno di noi, vive dentro a questa sorte di dialettica: sete-acqua-sete. Ma Gesù le fa percepire che ella, che la sua persona stessa è sete. Lo percepisce Pietro: "tu solo hai parole di vita eterna", dice a Gesù, e si attacca a Lui per sempre.
Ciascuno di noi sperimenta nei momenti più tragici o belli della sua esistenza che la vita è più grande del nostro stesso vivere quotidiano, perché porta in sé l’esigenza di ragioni per cui valga la pena vivere. Quali sono queste ragioni?
Il bisogno è una mancanza con dentro una domanda [la samaritana manca di "acqua per spegnere la sua sete" e desidera e chiede quest’acqua]. Ma nel momento in cui prendiamo coscienza della nostra condizione, o presumiamo di non aver bisogno di nessuno per trovare risposta al nostro bisogno ci convinciamo che alla domanda non ci sarà mai risposta.
Spesso bisogna accettare, fra i ragionamenti umani, quello migliore e meno facile da confutare, e su quello come su una zattera, affrontare il rischio della traversata del mare della vita: a meno che non si possa fare il viaggio in modo più sicuro e con minor rischio su più solida nave, cioè affidandosi alla rivelazione divina".
Lettore: Come potete constatare l’uomo che cerca risposta, si rende conto che in fondo egli ha solo bisogno che nella sua vita accada un evento: che Dio stesso gli venga incontro. La via dell’incontro è la parola detta dall’uno e la risposta dell’altro. Attraverso la parola si rivelano i propri sentimenti, i propri pensieri, i propri desideri, i propri progetti. In una parola: se stessi. Ma non solo, e non principalmente. L’incontro è anche e soprattutto una storia fatta di eventi, di vita condivisa in una reciproca appartenenza. Pensate, per esemplificare, all’incontro fra un uomo ed una donna che venga sigillato dal patto coniugale. L’incontro è una storia.
"Questa economia della rivelazione avviene con eventi e parole tra loro intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, e le parole proclamano le opere e illuminano il mistero in esse contenuto". Cost. Dogm. Dei Verbum 2 [EV 1/873].
Chi è il credente? È colui che ha incontrato Dio, che "per la ricchezza del suo amore gli parla come ad un amico, si intrattiene con lui per invitarlo ed ammetterlo alla comunione con Sé". Gli parla e compie gesti divini di amore. La fede nasce da questo evento.
Lettore: Dio in Cristo parla all’uomo e compie i suoi gesti di amore, deve in un qualche modo accadere oggi. Non solo memoria, ma presenza: Cristo è nostro contemporaneo: solo così può essere risposta al bisogno che è ciascuno di noi. Se ho fame, non mi basta pensare a quando ho mangiato! Ho bisogno di avere il cibo ora.
Contemporaneità di Cristo non significa che tutto comincia sempre da capo come se in un preciso momento e spazio non fosse accaduto nulla. Ma nel senso che quanto è accaduto una volta, rimane per sempre e ciascuno di noi in qualsiasi momento può incontrarlo. Come? Mediante la Chiesa. Ecco come il S. Padre spiega questo punto nella lettera ai giovani in vista della prossima GMG di Madrid: "Anche a noi è possibile avere un contatto sensibile con Gesù, mettere, per così dire, la mano sui segni della sua Passione, i segni del suo amore: nei Sacramenti Egli si fa particolarmente vicino a noi, si dona a noi. Cari giovani, imparate a "vedere", a "incontrare" Gesù nell’Eucaristia, dove è presente e vicino fino a farsi cibo per il nostro cammino; nel Sacramento della Penitenza, in cui il Signore manifesta la sua misericordia nell’offrirci sempre il suo perdono. Riconoscete e servite Gesù anche nei poveri, nei malati, nei fratelli che sono in difficoltà e hanno bisogno di aiuto". Vedete dunque come la fede, incontro personale col Signore, ci inserisce profondamente dentro alla Chiesa di ieri e di oggi. La mia fede è la fede della Chiesa: è questa che sorregge e protegge la mia fede.
Lettore: La risposta a Dio che rivela Se stesso ed il suo progetto di salvezza è precisamente la fede; il rifiuto della risposta è l’incredulità. Dobbiamo finalmente vedere che cosa è, in che cosa consiste questa risposta.
Quando un ragazzo dice ad una ragazza che la ama, che desidera condividere con lei la vita, che sia lei la madre dei suoi figli, la ragazza ha tre possibilità di risposta. La prima è di pensare che quel ragazzo non è sincero, non è affidabile, la sta ingannando. La seconda è di rifiutare semplicemente quella proposta. La terza è di consentire, e quindi di iniziare una storia di amore. Proviamo ad analizzare brevemente la terza risposta. Essa implica un atto di intelligenza: "ciò che mi sta dicendo è vero; non mi sta ingannando". La ragazza è certa della verità delle parole dette. Ma questo non è tutto. Ricordate la seconda risposta? Potrebbe essere sicura che quel ragazzo non la sta ingannando, ma dirgli: "non mi interessi … non sei il mio tipo". Perché inizi una vera storia d’amore, è necessario che la ragazza si senta attratta verso il ragazzo; senta come una sorta di trasporto affettivo nei suoi confronti.
Dio si rivolge a ciascuno di noi oggi [contemporaneità] e dice: "ti voglio bene; desidero vivere con te una storia di amore, perché io sono Amore" . L’uomo ritiene che Dio veramente gli sta parlando; che quando gli dice il suo Amore, non lo sta ingannando: gli dice la verità. Ecco il primo costitutivo della fede: la fede è un atto della ragione che ritiene con certezza assoluta che Dio gli sta dicendo la Verità.
Ma la fede non si riduce a questo, ad un assenso della nostra ragione. Essa implica anche un profondo interesse per quanto Dio sta dicendo; implica una sorta di attrazione interiore verso la parola, meglio ciò che Dio sta dicendo: in ultima analisi verso Dio stesso. Ecco il secondo costitutivo della fede: la fede è un atto della nostra libertà che decide di porsi nella relazione amorosa col Signore.
Lettore: Quando diciamo "credere a Dio" sottolineiamo l’aspetto razionale della fede: quando diciamo "credere in Dio" sottolineiamo l’aspetto affettivo della fede. Ma questo non è tutto. La dimensione più importante della fede è un'altra. Ritorniamo all’esempio. La ragazza dice sì perché si sente attratta verso quel ragazzo. Donde nasce questa attrazione? Sicuramente dalle qualità che la ragazza intravede nel ragazzo: la sua bellezza, la sua intelligenza …
Nella fede accade qualcosa di grandioso. Dio esercita un’intima attrazione nei confronti della persona; gli mostra come un raggio della sua bellezza, gli dona come una pregustazione della dolcezza del suo amore. E la persona umana … cede e resta come sedotta. Certamente, quindi, la fede è un atto ragionevole e libero della persona che crede. Ma ancora prima e di più è un atto di Dio stesso il quale muove il cuore dell’uomo e lo rivolge a Sé, apre gli occhi della mente e fa gustare la dolcezza nel consentire alla parola di Dio.
«La fede è una adesione personale dell’uomo a Dio; al tempo stesso ed inseparabilmente è l’assenso libero a tutta la verità che Dio ha rivelato» (CCC 150). Adesione personale di tutto l’uomo a Dio che si rivela, la fede è costituita da un’adesione dell’intelligenza e da un movimento della libertà. Concludendo possiamo allora dire che la fede è la radice ed il fondamento di tutta la vita cristiana ed è anche " una pregustazione della conoscenza che ci renderà beati nella vita futura" [S. Tommaso, Compendio di teologia I,3].
Insieme: O Maria dal cuore giovane, insegnami il tuo si! Vorrei correre nella via dell’amore ma l'egoismo appesantisce il mio passo, vorrei cantare la melodia della Gioia ma conosco soltanto pochissime note. Guidami, o Maria, sulla via di Dio segnata dalle orme dei tuoi passi: la via del coraggio e dell'umiltà, la via del dono senza riserve, la via della fedeltà che non appassisce, la via della purezza colma d'amore. O Maria dal cuore giovane,
aiutami a riconoscere l'ora della mia Annunciazione per dire il mio si insieme a te. Stammi vicino per ripetere oggi: "Eccomi, Signore, avvenga di me secondo la Tua Parola: Parola d'Amore e di gioia per me !" Amen (Card. Angelo Comastri)