2013-02 La tua fede ti ha salvata

11.11.2013 20:24

Lettore: “È impossibile credere senza la grazia e gli aiuti interiori dello Spirito Santo. Non è però meno vero che credere è un atto autenticamente umano. Non è contrario né alla libertà né all'intelligenza dell'uomo far credito a Dio e aderire alle verità da lui rivelate. Anche nelle relazioni umane non è contrario alla nostra dignità credere a ciò che altre persone ci dicono di sé e delle loro intenzioni, e far credito alle loro promesse, per entrare così in reciproca comunione. Conseguentemente, ancor meno è contrario alla nostra dignità “prestare, con la fede, la piena sottomissione della nostra intelligenza e della nostra volontà a Dio quando si rivela” [Concilio Vaticano I: Denz.-Schönm., 3008] ed entrare in tal modo in intima comunione con lui. (CCC 154)

Insieme: Vieni, Spirito Santo, dentro di me, nel mio cuore e nella mia volontà. Accordami la Tua intelligenza, perché la parola del Vangelo illumini la mia coscienza e riscaldi il mio cuore. Donami il Tuo amore, perché oggi, esortato dalla Tua parola, ti cerchi nei fatti e nelle persone che ho incontrato. Donami la Tua sapienza, perché io sappia rivivere e motivare, alla luce della Parola, quello che oggi ho vissuto. Donami la perseveranza, perché io con pazienza penetri il messaggio di Dio nel Vangelo e lo metta in pratica. Amen

Dal Vangelo secondo Marco (5,24-34): Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli si meravigliarono per la gran folla che c’era. Ma egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».

Lettore: La protagonista è una povera donna, esclusa e umiliata per la sua condizione fisica, al punto di non osare apparire in pubblico. La sua emorragia cronica, secondo le prescrizioni religiose del tempo, la rende impura, cioè intoccabile e contagiosa per chiunque, tanto più per un profeta come Gesù (vedi Lv.15,19-30).

Possiamo ben capire lo stato di questa donna: si sente ferita nel profondo, sente crollare la sua identità femminile, è emarginata dalla società. Ha provato ad uscire da questa situazione con l’aiuto della medicina tradizionale, ma i medici non sono riusciti a trovare una terapia adeguata. Si trova sempre più sola, sempre più isolata da parte di una società che l’ha condannata ad essere morta in vita, che la considera peccatrice, anche se non ha commesso nessuna azione malvagia. E’ a questo punto che inizia la storia di una liberazione. Il contatto apparentemente furtivo con la frangia del mantello di Gesù si è trasformato, grazie alla sua iniziativa di misericordia, in un incontro che le dà la “pace”, cioè la piena comunione e la dignità di figlia di Dio. Come possiamo notare, vi è dunque una crescita dalla fiducia alla fede, dalla segregazione umiliante alla gioiosa liberazione. La fiducia primitiva della donna è accolta da Gesù e trasformata in fede che dona la salvezza e con essa la guarigione. Poiché è venuta a contatto, non con una forza o magnetismo guaritore, ma con la potenza salvifica del Figlio di Dio, essa può proclamare “davanti a tutti”, la sua domanda di salvezza e quanto le è avvenuto.

Lettore: La donna ha un ruolo molto attivo nella vicenda, di fatto è lei a determinare la svolgersi dell’accaduto. Non si limita, come altri sofferenti, incontrando Gesù, a invocare a parole il suo intervento, ma, con un atto di volontà vuole assicurasi l’intervento, vuole pilotarlo da sé senza tentennamenti e dubbi di sorta. “Se solo riuscirò a toccare il suo mantello, sarò guarita”. Il “toccare” esprime la pienezza dell’incontro personale e dell’adesione di fede. Il gesto proibito della donna manifesta certo una disperata volontà di guarire, ma anche una fede assoluta in Gesù, ben più forte di ogni timore. Essa è tutta protesa verso Gesù, anche se non sa spiegarsi la causa di quello stimolo interiore, si rende conto del fatto che in lui si trovano la salvezza e la liberazione e la desidera per sé. Attraverso quel contatto che ha ricercato sfidando la proibizione della Legge, è risanata;  lodata per la sua fede e il suo coraggio e chiamata “figlia”. Reintegrata cioè nel consesso del popolo eletto. Toccare per guarire, toccare per avere un contatto diretto, toccare per essere guarita – salvata. Allora vivere un rapporto con Gesù per essere guariti è toccare Gesù ed essere toccati da Gesù. Quindi toccare ed essere toccati da Gesù vuol dire avere confidenza con Lui. Chi non ha confidenza con Gesù, non entra in un rapporto personale, intimo e quindi non può beneficiare della sua guarigione.

Lettore: Alla fine del brano cosa leggiamo: Figlia, la tua fede ti ha salvata. La donna non è stata solo guarita ma anche salvata. Qual è la differenza tra guarigione fisica e salvezza? La guarigione fisica riguarda il corpo, la salvezza riguarda la persona nella sua totalità fatta di sentimenti, di pensieri, di anima, per cui la salvezza è riconoscere che il Signore ci dona tutti i doni possibili sia materiali che spirituali. Gesù si rende conto che qualcuno lo ha toccato, qualcuno ha messo in moto una forza, una dinamis travolgente ne era uscita fuori. È vero la folla lo stringeva, però questo toccare della folla non conteneva nessun messaggio, non esprimeva nulla. Al contrario, il toccare della donna era un gesto cosciente, desiderato, pensato, compiuto. Un gesto che richiedeva risposta, aiuto, guarigione. Subito dopo Gesù si ferma e guarda intorno per vedere chi l’abbia toccato. Il vedere di Gesù non è curiosità ma il vedere per conoscere, la conoscenza da parte di Dio. La donna chinando il suo corpo davanti a Gesù, lo riconosce come il Signore della vita, il Dio che ha stabilito con lei una nuova alleanza. Il gesto compiuto rivela da una parte, il suo coraggio e dall’altra, la sua capacità di ringraziare. L’incontro finale è molto bello: la donna guarita è faccia a faccia con il suo guaritore e Gesù si rivela come il suo salvatore: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita.

Lettore: Qualche volta il nostro cercare Gesù è cercare colui che risolve i nostri problemi. Qualche volta c’è questa immaturità nella fede che è quella di credere che il nostro rapporto con Dio alla fine si riduca a pensare a un Dio che per essere buono deve provvedere sempre a tutto quello che chiedo e che deve realizzare le mie richieste, altrimenti Dio non esiste, non mi aiuta. Invece la prospettiva che il Vangelo evidenzia, è quella di un Dio che, anche attraverso circostanze negative si avvicina a noi e ha qualcosa da dirci. Infatti, se facciamo caso all’inizio della pericope, qual è il rapporto di questa donna con Gesù? È un rapporto magico, tocco e se lui è potente mi libererà! Sono stata liberata. Però adesso lo sguardo di Gesù si incrocia con il suo, la creatura può gradare il suo Signore, comincia, c’è un cammino di fede. Dio mi salva se mi fido di Lui, mi dona la salvezza se apro il mio cuore con fede al suo agire. Gesù non potrà mai guarirci dentro, se non rispondiamo con fede al suo agire, ci può donare tanta salute, tanti beni materiali, ma non può donarci la pace interiore se non apriamo il nostro cuore. 

Lettore: Per amare Dio cosa devo fare? Vado a messa, osservo i comandamenti, celebro i sacramenti, faccio del bene quando mi capita, quindi sono in pace con la mia coscienza, ma questa è una fede legata a pratiche.  Certo, il nostro rapporto con Dio passa anche attraverso queste cose che devono rappresentare il ritmo attraverso il quale scandiamo il nostro rapporto con Dio, ma guai se dovessimo pensare che queste cose ci mettono in pace. La sottile differenza è questa: faccio queste cose perché amo Gesù, perché in tutto quello che faccio lo incontro, me ne innamoro sempre più ed è sempre presente nella mia vita? La nostra è  una fede matura o è una fede magica? È una fede utile per domandare oppure è anonima come quella della folla? Che posto ha la fede nella mia vita? La trasmetto come valore essenziale, fondamentale ai figli? In base al brano del Vangelo, cerchi una fede che toccando realizza, o ti lasci provocare da Gesù? Quella donna, potremmo pensare, che all’inizio volesse restare nell’anonimato: tocco Gesù, mi guarisce, me ne vado, ma Gesù sì ti ha guarita, ma vuole un rapporto con te, ti vuole donare ancora di più che la sola salute.  

È necessario entrare in rapporto con Gesù, capire che i nostri momenti di difficoltà, non lo vedono assente dalla nostra vita: Gesù ha sempre qualcosa da dirti. Non avere paura di farti toccare dal suo sguardo, non nasconderti, perché quando gli apri il cuore allora entra nella tua casa il bene autentico, il bene che salva.

CCC162: “La fede è un dono che Dio fa all'uomo gratuitamente. Noi possiamo perdere questo dono inestimabile. San Paolo, a questo proposito, mette in guardia Timoteo: Combatti “la buona battaglia con fede e buona coscienza, poiché alcuni che l'hanno ripudiata hanno fatto naufragio nella fede” ( 1Tm 1,18-19). Per vivere, crescere e perseverare nella fede sino alla fine, dobbiamo nutrirla con la Parola di Dio; dobbiamo chiedere al Signore di accrescerla; [Cf Mc 9,24;] essa deve operare “per mezzo della carità” ( Gal 5,6), essere sostenuta dalla speranza [Cf Rm 15,13 ] ed essere radicata nella fede della Chiesa.” E’ bene precisare che credere non è solo un atto personale che ci pone in relazione con Dio, il credere ci inserisce nel “piccolo gregge”, nella comunione dei credenti, nella Chiesa. LG 9,14-15: “Dio ha convocato tutti coloro che guardano con fede a Gesù… e ne ha costituito la Chiesa, perché sia agli occhi di tutti e di ciascuno, il sacramento visibile di questa unità salvifica… Entra nella storia degli uomini, e nel suo cammino attraverso le tentazioni e le tribolazioni è sostenuta dalla forza della grazia di Dio che le è stata promessa dal Signore, affinché per la umana debolezza non venga meno alla perfetta fedeltà ma permanga degna sposa del suo Signore, e non cessi, con l'aiuto dello Spirito Santo, di rinnovare se stessa, finché attraverso la croce giunga alla luce che non conosce tramonto.”

Insieme: Io credo Signore, ma aumenta la mia fede. Tu sei il mio Dio, fai nuove tutte le cose e mi chiami ad una fede più convinta e matura, capace di tradursi in testimonianza coerente e responsabile. Tu fai nascere una storia  di amore e carità in ogni cuore che ti apre la porta. Stasera voglio guardare il tuo volto, aprirmi ad una coraggiosa verifica, per vedere se mi sono lasciato plasmare dal “Vangelo dell’amore”. Come l’emorroissa voglio passare da una fede primitiva ad una di cuore, da una fede di consuetudine” a una fede di convinzione, una fede grande che col tuo aiuto e il mio impegno, abbia a maturare sempre di più ogni giorno che mi concedi di vivere e questo mio impegno voglio suggellarlo professando con convinzione il Credo: Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.  Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori e fu sepolto .Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.