A te, cara e preziosa “briciola” del pane del Signore

21.11.2013 12:02

11 febbraio 2002 - questa mattina mi sono svegliata pensando a Lourdes, a Bernadette, la sconosciuta, povera e malaticcia bambina alla quale Maria Immacolata, ha rivelato i suoi segreti.

Oggi - mi son detta - comincio il nuovo libretto per le “briciole”, mi faccio aiutare da Bernadette e guidare da Maria, che sempre è intervenuta nella mia vita,  facendomi incontrare angeli in carne ed ossa, che mi hanno manifestato la sua protezione.

Se tu conoscessi, cara briciola, quanta fatica c’è dentro ogni libretto, avresti la misura dell’amore che mi spinge a farlo: vuole essere un dono per te, perchè tu possa poi farne dono agli altri e “contagiare” d’amor di Dio chi lo legge. Ogni volta sembra si scateni l’inferno con tutte le sue furie, per impedirmi di scriverlo, allora chiedo aiuto agli amici più infermi, impossibilitati a fare la benchè minima cosa, alcuni non possono nemmeno parlare come Cristian e nemmeno scrivere come Nunzia; chiedo aiuto a quelli che, per la società produttiva e del benessere, sono un peso e che invece per me e sicuramente anche per te, sono la voce che mi dà in prestito il Signore per parlare di Lui, sono le ali che mi avvicinano al cielo, superando ogni uragano.

Tutti abbiamo dei talenti dei doni, alcuni si vedono altri no... chi ha la forza fisica, chi due braccia  e due gambe sciolte e scattanti, chi il sapere, chi il potere (che è veramente tale solo se è servizio)... chi, invece, ha la debolezza che diventa forza dello spirito, chi l’amore smisurato e “pazzo” di consumarsi per dare vita agli altri, chi, nel suo inconscio, suscita sentimenti di generosità e abnegazione inconcepibili... leggerai. Non c’è persona al mondo che non abbia “doni” da donare, anche quelli che crediamo meno dotati; proprio loro, con la loro fragilità e bisogno di aiuto e di tenerezza, risvegliano in noi quell’amore “assopito”, che non ci fa nè crescere, nè scoprire il bello della vita. Ci vuole chi ci richiami ai valori reali, che sono l’amicizia e l’amore  e questo lo fanno i più deboli, quelli che Gesù ha chiamato “BEATI”.

Quante persone ricche, famose, potenti - una volta provate dalla malattia o uscite dal coma, hanno risposto a chi chideva loro chi le ha sostenute “l’amore”, hanno risposto. Hanno scoperto che l’amore è il bene al di sopra anche della salute, dal lavoro, del successo, di tutto: l’amore è il “motore” della vita. Questa è la lezione dei deboli.

Perchè questo titolo: METTICI IL CUORE?. Una sera mi telefonò un’amica,la invitai a scrivermi anzichè telefonarmi, perchè le telefonate le dimentico facilmente, lei mi rispose che non aveva tempo, che non sapeva cosa scrivere, che il telefono era più comodo... secca, secca le risposi: “METTICI IL CUORE e troverai le parole, anche due sole... se c’è il cuore, si sente”. Finita la telefonata ho preso la penna e sul diario ho scritto: “METTICI IL CUORE, titolo del prossimo libretto”.

Così troverai il cuore nelle testimonianze, nelle lettere ricevute e spedite, nei fatti quotidiani della vita, nell’impegno di chi si prende davvero cura e accompagna i malati nel loro difficile cammino. Sentimi vicina a te. Carla Zichetti